Solidarietà ai pescatori e a tutti i lavoratori del settore, in agitazione contro le pesanti difficoltà create al settore dai fortissimi rincari del prezzo del gasolio per le imbarcazioni.
L’hanno manifestata in Consiglio Provinciale Massimo Pernigotti (Lista
Biasotti) che ha aperto il dibattito con un’espressione di opinioni, Claudio Muzio (AN), Simone Pedroni (PD) e Giovanni Costa (FI). “Il problema che stanno vivendo moltissime famiglie e dipendenti è molto grave e se non affrontato rischia di compromettere questo settore – ha detto Pernigotti – e se oggi i pescatori sono arrivati a bloccare la pesca e ogni tipo di attività significa che questo problema è arrivato a un punto tale che impedisce di andare avanti. Non ho ricette da dare, le possibilità di azione della Provincia sono molto limitate in questo campo, ma se esiste un minimo spazio per attivarsi, rimbocchiamoci le maniche e collaboriamo a risolvere le difficoltà di persone che lavorano 12-13 ore al giorno e hanno stipendi troppo bassi per far fronte anche a prezzi del gasolio aumentati del 200% in un anno e mezzo.” Per Claudio Muzio “pescatore per diletto, che conosce però bene i problemi durissimi di coloro che lo fanno per mestiere, ai quali rivolgo piena e convinta solidarietà” le difficoltà della pesca “con orari lunghissimi, guadagni irrisori, gasolio che aumenta in modo smisurato e un mare sempre meno pescoso, in parte anche per poca attenzione dei pescatori, ma sempre di più ne sono consapevoli” vanno affrontate con una valutazione strutturale e una rivisitazione complessiva del sistema. “Solidale con i lavoratori della pesca che nella provincia di Genova ha anche le tre importanti realtà di Santa Margherita, Camogli e Sestri Levante” Simone Pedroni che invita ad affrontare i problemi del comparto “che nell’offerta del mercato ittico locale ha risentito anche effetti negativi della globalizzazione” a tutto campo, “ragionando sulle deroghe e la fiscalità del combustibile, la rimodulazione dei fondi, sui momenti di fermo biologico. La Provincia potrebbe dare un contributo sugli aspetti peculiari nel nostro territorio, per il mantenimento delle tradizioni e dell’identità della pesca, nell’ambito del sostegno ad iniziative generali da adottare nei confronti dell’Unione Europea”. Per Giovanni Costa ( vicesindaco di Santa Margherita) che ha iniziato dicendo “non mi vergogno a dire che sono figlio di un pescatore che ha lavorato in mare per quarant’anni” la lotta e il malessere dei pescatori non sono dovuti solo “all’aumento esorbitante del gasolio, ma ci sono altri fattori che condizionano negativamente la pesca, in particolare quella a strascico, che si può effettuare solo quando le condizioni del mare lo permettono.
Le giornate lavorative di un pescatore sono mediamente 180 all’anno e l’Unione Europea ha condizionato ulteriormente questa possibilità vietando l’uscita al sabato e alla domenica dei pescherecci che, invece, potrebbero nel fine settimana recuperare altre giornate di maltempo.” Anche per Costa il mare è meno pescoso, “ ma non per colpa dei pescatori, che lo rispettano, bensì dell’inquinamento del mare e dei corsi d’acqua che vi sfociano”.