Liguria Oggi

6, Giugno, 2008

Liguria – I timori del Sappe per reato di clandestinità

Archiviato in: Liguria — Redazione @ 12:04 am
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Differenziare la detenzione dei soggetti arrestati per il reato di immigrazione clandestina, con la previsione di assegnazione in strutture ad hoc (quali, ad esempio, le carceri mandamentali e le caserme delle Forze Armate oggi dismesse), evitando, quindi, il loro inserimento nei circuiti penitenziari tradizionali. Altrimenti in poco tempo l’Italia la spaventosa cifra di 100mila detenuti. Ma soprattutto è necessario potenziare gli organici del Corpo di Polizia Penitenziaria e perseguire una politica di formazione e aggiornamento professionale dei Baschi Azzurri da destinare a questo nuovo gravoso compito istituzionale.

Sono la preoccupazione e l’auspicio della Segreteria Generale del Sindacato autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa Organizzazione di Categoria con oltre 12 mila iscritti, in relazione alle possibili ricadute del reato di immigrazione clandestina nel sistema penitenziario del Paese.

“Siamo certi che i Ministri dell’Interno e della Giustizia Maroni e Alfano abbiano tenuto nel debito conto le ricadute che comporterà l’introduzione del reato di immigrazione clandestina sui nostri penitenziari, già abbondantemente sovraffollati con 53mila detenuti presenti a fronte di poco più di 42mila posti”  aggiunge il segretario generale SAPPE Donato Capece. “Le nostre strutture non sono in grado di sostenere un ulteriore aumento di detenuti e poichè  il reato di immigrazione clandestina serve ad espellere piu’ facilmente chi entra illegalmente nel nostro Paese -  perche’ e’ previsto l’arresto immediato, il giudizio immediato ed un immediato provvedimento di espulsione – riteniamo si debba  ricorrere non già ai circuiti penitenziari tradizionali  (abbondantemente sovraffollati) ma ad altre strutture che dovranno essere rapidamente attrezzate come le carceri mandamentali e le caserme delle Forze Armate oggi dismesse. Altrimenti rischieremmo di avere presto ad avere una popolazione detenuta di 100mila persone e l’impatto di questo nuovo reato sui nostri penitenziari sarebbe devastante. Proprio per sapere come intende muoversi il Dicastero della Giustizia in relazione a tale possibilità, auspichiamo un incontro urgente con il Ministro Guardasigilli Angelino Alfano.

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